Brindisi n.10/ Grignolino per il “Diavolo Rosso”

Tra sacro e profano, ci scappa un Grignolino: il locale è il Diavolo Rosso (guardalo qui), sempre Asti, sempre nel contesto della Douja (il grande festival dei vini: ecco il programma ), è una chiesa sconsacrata, trasformata in teatro per concerti e ristorante per cene piemontesi. Ed è anche una canzone di  Paolo Conte: “Diavolo rosso dimentica la strada, vieni qui con noi a bere un’aranciata, contro luce tutto il tempo se ne va…”. Ma niente aranciata: bevo un Grignolino che si chiama Arlandino (un po’ Arlecchino un po’ Aladino) della Tenuta Santa Caterina di Grazzano Badoglio (qui la tenuta e qui il progetto del Grignolino “Monferace”). E ho un Diavolo, sì, ma per capello: umore nero, succede (dopo il brindisi migliora).

Partecipanti, 1: io (l’altra persona ci sarebbe ma dice: “Non voglio essere uno dei tuoi 365 brindisi”, succede anche questo).

Il brindisi è… al Diavolo Rosso che con questo nome abbinato a una chiesa (sconsacrata) mi ricorda le contraddizioni (e a volte anche le ipocrisie) che mi appesantiscono le giornate: ma vederle aiuta sempre, almeno a superarle.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. V. ha detto:

    Maleducato, il tipo

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    1. 365brindisi ha detto:

      😡😡😡😡😡 #peggioperlui 😬

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