Brindisi n.12/ Barbera d’Asti per “gli anni di lavoro”

Mentre sfogliamo il menù siamo ancora un fascio di nervi e stanchezza per la giornata appena archiviata, al momento del caffè cantiamo “Hop Hop Hop somarello, trotta trotta il mondo è bello”: ed bello pure cenare con Daniele, parlare a ruota libera di surreali incontri lavorativi e alla fine riderci su. In fondo restiamo quelli che rischiavano di saltare in aria sul Turchino alla ricerca del luogo esatto dove gli artificieri dovevano far brillare un costone di Appennino franato (incarnavamo la massima: “Le fonti vanno sempre verificate”). Da allora ci sentiamo sempre un po’ “sopravvissuti”. In un angolo della Corte dei Grilli (E’ a Capriata d’Orba) beviamo Barbera di Cascina Castlet (Qui l’azienda e le sue bottiglie dalle etichette vintage) soprattutto perché “ci piace tanto l’etichetta vintage, con la famiglia che se ne scappa sulla Vespa”.

Partecipanti, 2: io e l’amico (e collega) Daniele.

Il brindisi è per… “gli anni di lavoro”, con annessa una lunga e complicata spiegazione matematica che provo a sintetizzare così: “Dal settembre 2009 siamo a Stampa: io ad Alessandria, Daniele a Ovada, con passaggio di testimone che ci piace ricordare”.

 

 

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