Brindisi n.24/ Una Barbera della casa al “momento presente”

Pizzeria anni Ottanta, di quelle con il menù plastificato, la pizza “panna e speck” e i profiterols, centrotavola di fiori finti, televisione. “Vino al calice ne avete?”. “C’è quello sfuso”. E’ una Barbera, altro non c’è dato sapere (e sui vini “della casa” si potrebbe aprire un capitolo: perché non mostrarci la bottiglia?): vino comunque discreto, un po’ pastoso con la pizza, ma lo preferisco sempre alla birra. Il forno è a legna e la pizza – “Vorrei una Marinara senz’aglio”, “Ah, quindi una Margherita senza mozzarella” – è buona, il volume della tele resta basso, vicini chiassosi non ne abbiamo, anzi, non abbiamo proprio vicini. E tanto basta per un prosit al surreale presente. Voglio chiamarlo effetto “occhio di bue”: un faro sul nostro tavolo, quel momento in cui il contorno sparisce, gli anni Ottanta pure, i ricordi anche. Per mezzora restiamo lì, sospesi senza passato né futuro. Nel momento. 

Partecipanti, 2: io e persona anonima (ripeto, funziona così: il brindisi si può fare anche senza apparire)

Un brindisi per l’hic et nunc, il presente, la leggerezza di non avere altri pensieri che mangiarsi una pizza con chi si vuole bene.

brindisi-per-pizza
Ecco con quali vini gli americani abbinerebbero le varie pizze

 

 

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