Brindisi 29/ Ouzo per “i mari della Grecia”

Prendi una giornata uggiosa, primi freddi, libri da studiare (io) e articoli da consegnare (Vale), volontà da bradipo, una di quelle dove il cielo è coerente con il colore simbolo di Alessandria, il grigio. E stravolgila con un pranzo tra amiche vicine di casa, con omaggio al luogo dove vorremmo essere: la Grecia. Ne esce un mezzogiorno di sole, dentro. Un mese fa, in questi giorni, io ci sarei potuta essere, a Milos (ma la vacanza è saltata). Un mese e mezzo fa, Valentina c’era (qui su V is for voyage il reportage da Kythnos con info utili). Tre anni fa invece c’eravamo entrambe, a Cefalonia. E allora, ci lanciamo in una Amarcord tutta gastronomica: con focaccia, spaghetti alla bottarga, crema di olive verdi (La trovate qui) e Ouzo Meltemi (Eccolo qui), (ri)portiamo il calore e la suggestione del mare greco in questo giorno d’autunno altrimenti uggioso. E poi, sarà l’Ouzo profumato d’anice (che i greci però usano diluire con l’acqua), o saranno i carboidrati della pasta, o la spronata reciproca, ma a pancia piena “facciamo i compiti” con sorprendente diligenza. Applauso a noi.

Partecipanti, 2: io e l’amica e collega Valentina (nonché vicina di isolato)

Il brindisi è… per “il mare greco”, perché il suo turchese e il suo ricordo bastino a compensare grigio e freddo di quest’autunno di studio e lavoro.

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