Brindisi n. 50/ Un Grignolino d’Asti per “diamoci un tono”

Madre e figlia assieme, per un giorno, su e giù per la Pianura Padana, tra pioggia e nebbia, strade sbagliate e autunno anche nelle ossa. Se il “mood” della figlia è coerente con la stagione, quello della madre equivale a una specie di contagiosa estate. La giornata diventa una salvifica full immersion di noi, tra pillole di autostima, lezioni di stile, shopping, cantate in auto, e i Pink Floid per colonna sonora. Finiamo al ristorante Duomo (è il suo preferito ad Alessandria:eccolo), a mangiare ravioli del plin e penne al nero di seppia con gallinella di mare. Prendiamo il vino? “No, no, io non bevo, lo sai” dice la madre col mood da 15 di agosto. “Almeno un calice” replica la figlia in versione 2 novembre. Alla fine, optiamo per un bicchiere in due di Grignolino d’Asti Montalto dell’azienda agricola Pierfrancesco Gatto, di Castagnole Monferrato (la trovate qui): l’etichetta dice “un vino capriccioso”, per noi è un “vino wow”. E quando usciamo abbiamo il sole dentro, tutte e due.

Partecipanti, 2: io e mamma.

Un brindisi per “datti un tono, su”: il monito è della madre. Se fossi una canzone sarei una specie di nenia da cantautore, con contrabbassi e vibrati tristi. Ma secondo lei è il momento del rock, di alzare la testa e spaccare i muri, dopotutto quando avevo 3 anni mi ha insegnato a cantare “all in all it was all just bricks in the wall…”.

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