Brindisi n.62/ Un succo di frutta per “i soprannomi”

Si fa presto a dire succo di frutta: questo è di una marca semi sconosciuta, si trova soltanto all’Unes (il nostro supermercato di quartiere), si chiama “Easy Drink” (Eccolo) ma soprattutto tra gli ingredienti ha tal “aronia”, che ci fa sgranare gli occhi. Ma cos’è? Con Valentina, fino al momento del brindisi ne ignoravamo l’esistenza. Wikipedia ci dice che è un frutto rosso della famiglia delle Maloidee (!?) e ha almeno 7 proprietà medicinali. In ogni caso, l’aronia si guadagna di diritto la possibilità di diventare il soprannome da appioppare a qualche nuova conoscenza. Il prosit, leggero, fresco e colorato, è infatti dedicato a una specialità che ci diverte parecchio, e che ha una sua funzionalità “scientificamente dimostrata”: trovare soprannomi per poter parlare liberamente di chiunque, anche in mezzo a orecchie curiose o bar troppo frequentati. Fantasia al potere. Come nascono? Tecnica lombrosiana: fisionomia, caratteri, difetti, sono le nostre principali fonti di ispirazione. L’ultimo trovato ha a che fare con un ortaggio, il prossimo già sappiamo sarà un frutto: l’aronia (con questo nome che è a metà tra ironia e… rogna, ma detta alla romana: a’rogna).

Partecipanti, 2: io e Valentina (amica e collega a La Stampa).

Un brindisi per… “i soprannomi”, che ci divertono, in modo innocuo e simpatico. Io aggiungo ai bicchieri: questi di Valentina sono fiorati e coloratissimi, assolutamente in linea con il mood. Ma siamo riuscite a brindare anche con bicchieri tropicali, e con stampe di fenicotteri. Quando il contenitore s’intona con il contenuto.

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