Brindisi n.77/ Una Barbera d’Asti Superiore per “la fine della pioggia e i reportage”

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E’ l’uomo della pioggia: l’ho visto prendere appunti davanti allo Stura in piena, sull’Appennino franato dopo un’acquazzone, scattare foto all’Orba straripante, affrontare sottopassi intasati dal fango, scrivere del Tanaro minaccioso, combattere con un ombrello preso a schiaffi da una tormenta di vento, spiegare con la webcar l’ira del rio Albedosa. Daniele, alias “rainman”. Questa volta non eravamo assieme, com’è successo tante volte negli anni di cronache ovadesi, ma non ci siamo fatti mancare cenetta e brindisi post alluvione conditi da una valanga di commenti, opinioni, racconti su fango e appunti. Abbiamo esorcizzato quindi l’emergenza scampata con due propiziatori prosit a base di Barbera d’Asti Superiore Tre Roveri della mitica azienda Pico Maccario (è a Mombaruzzo, nell’Astigiano, oppure on line la trovate qui). In “zona Cesarini”, due minuti prima che chiudesse la cucina siamo riusciti a prenderci ancora un’ottima Cesar Salad al ristorante americano Dixie Duke di Alessandria (proseguiremo con tapas al formaggio fuso e cheese cake). Ci salutiamo a notte fonda, dopo aver archiviato pioggia e scenari apocalittici, anzi di “terrificante bellezza”: l’espressione è sua, ed è la sintesi di quanto visto e vissuto. Chapeau alla penna del mio collega.

Partecipanti, 2: io e l’amico (e collega a La Stampa) Daniele Prato.

Un brindisi per… “l’emergenza scampata, e il lavoro impiegato per raccontarla”. 

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