Brindisi n.78/ Uno Shiraz kasher dell’Alta Galilea per “gli ingenui e i curiosi”

I segreti di un articolo da Pulitzer? “Nessuno”: parola di uno che se ne intende, il direttore della Stampa, Maurizio Molinari, 150 anni di storia (il giornale), 13 da corrispondente dagli States (lui) e 1 da timoniere della redazione per la quale, e con la quale, lavoro. Ma poi, a chi prova a carpirgli i trucchi per il perfetto reportage, Molinari svela che in realtà il cronista qualcosa può fare per avvicinarsi all’eccellenza: “Sorprendersi”. Da qui il monito per il successo: “Siate ingenui, siate curiosi”. E’ il riscatto della capacità di dire “non lo so” (e quindi studiare, per capire, e approfondire). In un momento, storico e personale, in cui (mi) sembra di esser circondata da wonder woman e uomini narcisisti e saccenti, questa scommessa sull’umiltà come chiave che apre le porte della conoscenza, è rincuorante. La lectio di Molinari (nel teatro di Casale Monferrato pieno di studenti) è incastonata in una giornata speciale, che davvero riesce a “sorprendere”. Scopro la sinagoga di Casale (qui una visita virtuale e qui il reportage della giornata su La Stampa), gioiello d’arte e storia, vedo consegnare al direttore la chiave per aprire l’Aron, l’armadio sacro del tempio dove sono custoditi i rotoli della Bibbia. Visitiamo il museo israelitico e la collezione di lumi, le lampade della festa di Channukà. Infine il pranzo: semplice, famigliare, e kasher, dalla pizza al vino. Brindiamo con uno Shiraz (si chiama come un’ex capitale della Persia) della Dalton (eccola), proviene da vigne dell’Alta Galilea adagiate su un altopiano vulcanico. Con 110 ettari di terreni, Dalton è stata, tra l’altro, una delle prime aziende d’Israele a impiantare vitigni italiani come Barbera e Sangiovese.

Partecipanti, tanti: io, il direttore della Stampa, Maurizio Molinari, Daria e Elio Carmi, e le affascinanti personalità della comunità ebraica di Casale Monferrato, in primis il presidente Giorgio Ottolenghi, classe 1923, i/le colleghi/e della Stampa, tra cui Federica (la fotografa) e Silva (scrittrice, giornalista e Casalese).

Un brindisi per “gli ingenui e i curiosi” (che se fossimo in America sarebbe già tormentone: “Stay neive, stay curious”). Aggiungo un prosit per gli uomini e le donne della comunità ebraica, eccezionali, per cultura, dedizione, tradizione, professionalità, capacità di “sorprendermi”, appunto.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...