Brindisi n.80/ Un Asti spumante ai “150 anni de La Stampa

Cifre tonde: 80il brindisi al quale sono arrivata, 150 gli anni del quotidiano per il quale lavoro, La Stampa, e 60 gli anni di carriera della decana dei giornalisti con la quale ho la fortuna di scrivere ogni giorno, Emma Camagna. Tre occasioni per un prosit. Questo, con l’Asti spumante (lo trovate qui) è arrivato a fine festa (qui trovate una sintesi di com’è andata). Una festa che è stata la prima tappa di un tour de La Stampa nelle provincie pensato per “raccontare le nostre radici con occhi da presbiti” (cit. il direttore Maurizio Molinari), cioè quelli di chi guarda lontano, al futuro. Il dietro le quinte di questo evento – al teatro Comunale di Alessandria, con 220 tra lettori, autorità e amici del quotidiano – ha qualcosa di epico, e proprio per questo inenarrabile. Alla storia passerà il risultato, un pomeriggio di euforia e abbracci, con la sfilata dei testimoni del tempo e del territorio, piccoli grandi uomini che hanno investito energie e sogni nell’Alessandrino. Io me la ricorderò per la “squadra fortissimi”: una redazione di colleghi speciali, complici, particolari, pazienti (se penso alle ore di caldo tropicale a cui li sottopongo con la mia stufa elettrica sempre accesa sotto la scrivania…), ognuno vocato per qualcosa in particolare, per il web, i reportage, la cronaca, la giudiziaria, il colore, la fotografia, i sondaggi. È una piccola orchestra, con direttore un capo alla Muti: il risultato è un concerto da standing ovation, sempre. E non importa se per arrivarci si sono persi strumenti musicali, tirato chitarre sulla testa, rotto i flauti, recuperato all’ultimo i tamburi, litigato con i violinisti.

Partecipanti, 220: tutti i lettori de La Stampa, gli ospiti, i capi, i dirigenti, il direttore Molinari, il nostro capo Mathis, i colleghi tutti: Piero Bottino, Mauro Facciolo, Massimo Delfino, Massimo Putzu, Silvana Mossano, Brunello Vescovi, Gino Fortunato, Franca Nebbia, Valentina Frezzato, Maria Teresa Marchese, Roberto Saracco, Daniele Prato, Giampiero Carbone, Maurizio Iappini, Andrea Lupo, Stefano Summa, Francesco Gastaldi. E lei, la divina Emma Camagna, premiata in teatro (“Se avessi saputo di dover salire sul palco mi sarei vestita meglio”, disse con un look già impeccabile).

Un brindisi per… “La Stampa”, of course. Un giornale che da torinese ho imparato ad amare appena nata, ho desiderato, invidiato, sognato, e per il quale lavoro dal 2006. E una collega, Emma, 84 anni, e più di 60 con la penna e il taccuino in mano, che ogni giorno mi insegna il senso del sacrificio, l’orgoglio, il carattere, la dignità, lo stile, l’eleganza.  

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