Brindisi n.109/ Un Cortese dei Colli Tortonesi per “la fedeltà nei secoli”

Con la cronaca nera ho cominciato e alla cronaca nera sono tornata: “Si può essere persone e trasformarsi, per un’improvvisa mutazione, in giornalisti; oppure essere persone, sposare con amore il giornalismo, ma rimanere persone”, sono parole di un grande reporter de La Stampa (oggi in pensione), quello che più stimo, Marco Neirotti. Tenerle sempre a mente, è un buon modo per fare, scrivere e occuparsi di cronaca nera. Tre i luoghi dai quali non si può prescindere, la strada, la questura, e la caserma. In quest’ultima, se sei una giornalista, ci entri – in genere – per le conferenze stampa (o per denunciare lo smarrimento del Bancomat, come ho fatto oggi), che sono quanto di più “scenografico” possibile: uomini in divisa, note stampa, merce sequestrata, e ancora filmati, bilanci, domande, risposte. Dipende dal contenuto della conferenza. Ma poi, si arriva alla fine dell’anno e allora restano spazio, tempo e occasione, per parlare anche di arte (il calendario da collezione, quest’anno, è dedicato agli stili artistici e ai simboli dell’Arma, con spiegazione di Philippe Daverio), scambiarsi gli auguri, e trovare sul tavolo della sala-conferenze, al posto del “provente di un furto” recuperato, panettone e vino per un brindisi natalizio. I carabinieri hanno scelto un Cortese dei Colli Tortonesi delle Cantine Volpi, frizzante, fresco e secco (qui l’azienda e qui per scoprire la storia di Carlo Volpi, pioniere del vino novello), perfetto per le 11 del mattino.

Partecipanti, tanti: io, le colleghe Irene e Tatiana, e i carabinieri.

Un brindisi per “la fedeltà nei secoli”. Il motto dell’Arma – che in realtà è “nei secoli fedele” – è una specie di universale e granitico “non ti tradirò mai”, e mi piace un sacco. L’origine si trova sul sito dei carabinieri (Eccolo: è sempre utile), nella rubrica “Non tutti sanno che”: è nato nel 1914, in occasione del primo centenario dei carabinieri, lo inventò il capitano Cenisio Fusi per la medaglia commemorativa dell’evento. Venne concesso quale motto araldico da Vittorio Emanuele III all’Arma dei carabinieri il 10 novembre 1933.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...