Brindisi n.127/ Una Barbera d’Asti per “Amlira”

Per un attimo ho creduto fosse un originale, e un po’ esotico, nome femminile: Amlira. Da Oscar – il bar latteria dove il tempo si è fermato – capita anche questo: che l’oste, Oscar appunto, con le mani impegnate a servire Lambrusco e Barbera (lui è modenese) accompagnati da formaggi di capra, lardo e sottoaceti, ti chieda di verificare sul cellulare quando è stata creata l’Amlira, così per soddisfare un suo improvviso dubbio. “Ma cos’è?”: nonostante tra i numerosi clienti ci sia il guru, e amico, Giorgio Baracco (Barack), nessuno azzarda. Solo Oscar: “Come cos’é? E’ una valuta creata in tempo di guerra, messa in circolazione dagli americani dopo lo sbarco in Sicilia nel 1943”. Lui dice che arrivava sottoforma di rotolo, si tagliavano le banconote come si fa con i fogli di carta igienica e contribuì a ridurre l’inflazione. Una specie di pronipote degli attuali Bitcoin (tanto per citare qualcosa  con cui lo sharing, co-friend, ipersocial amico Barack ha più dimestichezza). Discutiamo di soldi, inventati, reali, antichi e virtuali, sorseggiando Barbera d’Asti Casareggio dell’azienda Agostino Pavia & figli, di Agliano Terme, nell’Astigiano, asciutta e molto fruttata, servita nei mitici bicchieri da osteria pieni fino al colmo (qui trovate storia e informazioni). Ogni volta Oscar è una lezione di storia, o di vita.

Partecipanti, 2: io e l’amico Barack.

Un brindisi per “L’Amlira” e per “Nina”, il cucciolo di cane, new entry nella vita di Giorgio, nell’attesa che un giorno la porti da Oscar. Comunque Amlira è un nome femminile, ribadisco, perfetto anche per un cane.

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