Brindisi n.129/ Un Rosso per “gli esami”

Ci sono esami dove il risultato non è un voto, ma è piuttosto un “lei è sanissima”, e allora ristabilisci la classifica delle gratitudini, e pensi che la giornata sia da salvare tra le migliori dell’anno. Perché giornate da 10 e lode (a proposito di voti) l’anno te ne concede una manciata, non di più: ma non sono quelle smaccatamente positive, spudoratamente felici, palesemente vincenti, no, sono piuttosto quelle degli incastri perfetti, di una cena riuscita, di quando archivi le tensioni, di quel momento in cui ti rendi conto che l’sms che aspettavi da una vita non arriva ma non te ne importa più. E di quel momento in cui ti dicono “lei è sanissima”. Allora si stappa un Rosso Castel San Michele, da uve Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc (qui qualche info su questo vino), che accompagna un risotto alle nocciole, e peperoni in agrodolce. Poi con Massone “senior” si chiacchiera di altri esami, quelli di Stato ad esempio, e si finisce con il contare i Presidente della Repubblica eletti da quando siamo nati (io sono nata sotto il segno di Leone, lui di Einaudi).

Partecipanti, 2: io e papà Enrico.

Un brindisi per “gli esami”, quelli che non finiscono mai, quelli che lui ha già dato e quelli che dovrò dare io, quelli che riguardano la salute e quelli che hanno a che fare con il lavoro, quelli che ancora entrano negli incubi notturni, e quelli che per superare ci sono volute specialissime lezioni di scuola guida di un nonno tramviere.

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