Brindisi n.130/ Un Monferrato bianco per “i due liocorni”

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“…Solo non si vedono i due liocorni”. Beh, basta raggiungere la frazione Tacconotti di Frascaro, un borgo tra Alessandrino e Acquese. Qui, io e l’amica e collega Valentina abbiamo trovato anche i due liocorni, oltre a due coccodrilli, l’orangotango, due piccoli serpenti, l’aquila reale, il gatto, il topo e l’elefante, ovviamente. Davanti alla porta della trattoria, c’era un liocorno di piccola taglia – corpo di cavallo, coda di leone e corno – dal manto rossiccio, un altro stava sulla provinciale e ci è mancato poco che lo investissimo. I liocorni di Tacconotti sono un ironico omaggio alla lunga lista degli avvistamenti-bufala che hanno arricchito anni di giornalismo, dalla pantera di Superga, ai coccodrilli nelle fogne di New York. Ma i liocorni sono anche un modo per dire che nelle nostre strane cene finiamo davvero per parlare di tutto e di tutti, alla fine mancano giusto “i due liocorni”. Ma può capitare, a volte, che si vedano persino loro, specie dopo un bicchiere di Monferrato Bianco Noè di Cascina La Barbatella di Nizza (scoprite qui la storia e tutti i vini, incluso Sonvico dedicato alla musica), servito dal produttore che ci racconta come quel nome ricordi proprio il Noè dell’arca (caso vuole, poi, che si chiami come il suo enologo): “Fu il primo della Storia a prendersi una ciucca”. Noi restiamo sobrie – il vino è eccezionale, sapido, leggero ma con carattere – perché ci limitiamo al primo giro di degustazione, ma sarebbero molte di più (8 etichette: roba che se assaggiassimo tutto, oltre ai liocorni vedremmo anche asini che volano), incluse in questa sera dedicata alla cucina dei conventi e dei monasteri. La trattoria Tacconotti (eccola qui) torna indietro nel tempo e ci propone, quindi: Gattò di Santa Chiara (tipico delle clarisse), pizza Argentina, polpette di baccalà (da San’Angelo in Pontano, Macerata), pansanto con salsa di tomini (da Oropa) sarasso in forma di cavilli, poulette de l’abbaye, cinghiale in agrodolce, rocciata d’Assisi, ova murini e caffè e liquore del frate.

Partecipanti, 2: io e l’amica e collega a La Stampa, Valentina.

Un brindisi per… “i due liocorni”: che poi, perché non si vedono? Forse Noè era già ciucco al momento dell’appello dei liocorni. In ogni caso, c’è una versione inedita della canzone, secondo la quale Noè a un certo punto scelse consapevolmente di salpare con la sua arca “senza pensare a chi aveva dimenticato”: per chi volesse ripassar questa hit dell’infanzia, eccola qui.

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