Brindisi n.132/ Un Barolo per “il perlage”

Spatuss, leccato, un po’ snob, tremendamente chic: il #baroleseimbruttito è il più francese tra i piemontesi. Come i cugini d’oltralpe i barolesi sanno trasformare borghi in “cartoline”, osterie in “wine bar”, degustazioni in “esperienze sensoriali”, assaggi di prodotti tipici in “viaggi nella cultura del territorio”. I monferrini invece sono l’opposto, ruspanti, più selvaggi, dal mio punto di vista un po’ più autentici, forse perché indietro qualche anno luce sotto l’aspetto del marketing. Barolo d’inverno comunque merita un blitz, perché si concede un po’ di più per quello che è, un piccolo paese con le sue meraviglie e i suoi difetti, il museo chiuso anche di sabato, il ristorante con la serranda abbassata, e i barolesi per strada al posto dei turisti americani e tedeschi. Tra i tavolini vintage de La Vite Turchese (merita una tappa: guardate qui) c’è tutto questo: la semplicità di un aperitivo con bicchiere di vino e carne cruda della Granda, e poi, il guizzo da barolesi, il perlage di tartufo, taacc (lo fanno in Spagna ma è made in Alba): “Il succo di tartufo nero pregiato, ottenuto per estrazione diretta dal tartufo durante la sua cottura, viene raccchiuso dentro microscopiche “sfere” attraverso una tecnica molto sofisticata, fino a sembrare caviale”, ce lo spiegano sul momento, prima della mini lezione, con tanto di cartina, sulla provenienza dei vini che andiamo a bere: due Baroli che ci dividiamo, ovviamente, uno delle cantine Brezza (fateci un giro virtuale), da vigneti coltivati proprio vicino al paese su terreni più sabbiosi che danno un vino corposo, di carattere, ma molto elegante, dove il profumo fruttato prevale, l’altro è delle cantine Viberti (eccole qui), sul versante Ovest del Comune, ed è un Barolo molto più tannico e potente. 

Partecipanti, 3: io e persone anonime.

Un brindisi per “il perlage” barolese, inteso come modo di essere, quella classe innata di chi riesce a vendersi bene, a tenere sempre la testa alta, a volte in modo così esagerato da far quasi tenerezza.

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