Brindisi n.137/ Sette Timorasso per “il compleanno dell’Onav”

Buon compleanno al “mio” quotidiano, La Stampa, che compie proprio oggi 150 anni: sono tanti, ma portati benissimo. E buon compleanno anche all’Onav, l’organizzazione nazionale assaggiatori vino della quale faccio parte, che di anni invece ne compie 60. In quest’ultimo caso invece di spegnere le candeline si spengono i bicchieri, di Timorasso. La degustazione, al ristorante dei Due Buoi (eccolo) di Alessandria, è un tripudio di sapori: ogni assaggio è descritto, elogiato, apprezzato e raccontato dai produttori stessi, il padre del Timorasso, Walter Massa (imprenditore dell’anno: qui scoprite la sua storia), e i viticoltori Giacomo Boveri (di Costa Vescovato: fateci un giro qui) e Mattia Bellinzona (con le sue Terre di Sarizzola). Per “reggere” si mangia salame nobile di Giarolo e un risotto al Timorasso preparato dal nuovo chef, il giapponese Jumpey Kuroda (al posto di Andrea Ribaldone). Ecco il “Sette Bello”: un giovane e fresco Derthona 2015, molto profumato, di Massa, un Terre di Sarizzola 2014 da 13,5°, un Derthona Muntà l’e Ruma 2013 di Boveri, grasso e con note di “asfalto bagnato” (!?), sintesi organolettica che corrisponderebbe all’aggettivo “mineralizzato: ma questo termine ormai non si può più dire”, spiega Vito Intini, presidente Onav. Molti studiosi ritengono, infatti, che non ci sia nessun riscontro scientifico sul fatto che i minerali presenti nella terra si riflettano nei profumi/sapori dei vini. (Però “asfalto bagnato” è terribile). Poi un Timorasso Lacrima di Tufo 2011, ancora Boveri, 14°, rotondo, di grande personalità, dal finale molto lungo e con un significativo grado di acidità, reso elegante dall’altrettanta spiccata burrosità. Infine il tris di Massa: Montecitorio 2011, 14°, Costa del Vento 2011 e Sterpi 2011. Top. Il mio preferito? Questa volta voto la Lacrima di Tufo.

Partecipanti, tanti: tutti i soci Onav di Alessandria, inclusi gli ex compagni di corso per assaggiatori.

Un brindisi per… “il compleanno dell’Onav“. Al tavolo delle degustazioni i segnaposti sono personalizzati, c’è un biglietto col nome e una citazione: “Il vino è segno di civiltà nel mondo: quel che è difficile è saper bere”. 

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