Brindisi n.149/ Un Barolo per “i colleghi e l’ultimo giorno di lavoro”

Undici anni, migliaia di articoli, il primo firmato nel giorno di Pasqua, domenica 16 aprile 2006 (ero contenta … come una Pasqua, appunto). All’inizio corrispondente da 10 paesi (il più grande di 2500 abitanti) dell’Ovadese. Dopo un anno, la conquista del “centro zona”, Ovada. La prima “prima pagina” nazionale con un reportage da un rave party a Voltaggio. Poi l’assunzione come “articolo 36” su due province, 15 giorni ad Asti e 15 ad Alessandria, e il piede in una redazione vera (anzi due). Quindi, la stabilizzazione ad Alessandria e la cronaca nera. Li rivedo tutti, questi 11 anni a La Stampa di Alessandria, come un film che comincia con il colloquio nell’ufficio di Piero Bottino: “Non ti illudere: posso prometterti solo lacrime, sudore e sangue” (credo avesse aggiunto pure la “polvere” alla citazione di Churchill). Non mi ha mai spaventata, ma motivata sì. Oggi saluto Alessandria, e i colleghi che nel tempo sono diventati amici, famigliari, complici, maestri, sostenitori: “Così una pagina lentamente si volta, si distende dalla parte opposta, aggiungendosi alle altre già finite, per ora è solamente uno strato sottile, quelle che rimangono da leggere sono in confronto un mucchio inesauribile. Ma è pur sempre un’altra pagina consumata, signor tenente, una porzione di vita” (cit. Dino Buzzati, Il Deserto dei Tartari). Alziamo quindi i bicchieri di carta, riempiti di un Barolo della linea Sassaia del 2009 (guardate qui), di Bergaglio Pier Carlo, 14°, vino importante, come il momento. Con il suo retrogusto alla viola e liquirizia, è perfetto per il banchetto home made preparato da colleghi speciali, pane e salame, le focacce della Silva (con la quale condivido una decisiva fetta di destino professionale), la pizza. E poi la torta, i biscotti e le meringhe.

Partecipanti, tanti colleghi: io, Massimo 1, Massimo 2, Brunello, Emma, Silva, Mauro, Piero, Chicca, Mago.

Un brindisi per “i colleghi”, tutti, anche i tanti con i quali non sono riuscita a brindare in questa specifica occasione, quelli che ho incontrato negli anni, gli altri che ho perso, quelli dell’ovadese e dell’astigiano. E un prosit “all’ultimo giorno di lavoro” che, proprio come il primo, non si scorda mai.

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Il primo pezzo: un improponibile taglio basso su un uomo di Montaldeo #amarcord

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. V. ha detto:

    Non mi piace 😦

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    1. 365brindisi ha detto:

      😦

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    2. 365brindisi ha detto:

      Triste

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