Brindisi n.151/ Dolcetto e Negroamaro rosato per “Genova secondo Daniele”

Genova con Daniele (amico e collega a La Stampa) è una scoperta continua: la città della Lanterna l’ho amata e conosciuta grazie ai nostri blitz. In tutti questi anni di cronache alessandrine abbiamo “scollinato” dal Piemonte alla Liguria per dimenticare le nebbie Mandrogne o lasciarci alle spalle la brezza ovadese, con l’euforia di adolescenti in gita. E allora “Genova per noi” è sogno (“Oh come vivrei qui…” cit. Dani), è la temperatura che dopo il Turchino sale, sale (“Che tepore” cit. Miri)… Sono i vicoli, gli scorci, “quel bar antico” (cit. Dani), e quella “chiesa che ricorda l’Assunta di Ovada” (cit. Dani), quella tappa “alla Feltrinelli con la forma a spirale che mi piace tanto” (cit. Miri), o quella “piazza San Matteo che è una delle mie preferite” (cit. Dani), quella “mostra a Palazzo Ducale che quest’anno non è un granché” (cit. Miri), o quei due passi “ma non in via XX perché alla sera i negozi sono chiusi” (cit. Dani), quel palazzo di “Primo Canale che sembra la CNN”, e quello che “era la sede di Repubblica e ora ospita un sushi bar”. “Genova per noi” sono le infinite cene nei ristoranti più suggestivi, come questa sera al Rosmarino, una trattoria vicino a piazza De Ferrari tutt’altro che “scabeccia” (fateci un giro perché merita). Originale, gremita, con arredi moderni e lineari e il verde che ricorre anche nelle bottiglie di vetro nelle quali viene servita l’acqua fresca: mangiamo hamburger ripieno, lasagne al Rosmarino, tortino di verdure, e poi un dolce al cioccolato e uno al pistacchio, con due ottimi bicchieri di corposo Dolcetto e fresco Negroamaro Rosato che hanno il potere di far sedimentare le fatiche del giorno sul fondo ed emergere solo i ricordi di anni assieme, garuli e appassionati del nostro lavoro e del nostro passato. A tavola con noi, c’è anche Richard Bach: “Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?”. Con Dani la risposta è no.

Partecipanti, 2: io e Daniele (amico e collega a La Stampa).

Un brindisi a “Genova secondo Dani”, è un vero omaggio all’amico che mi ha fatto innamorare di questa città un po’ “scabaccia”, arruffata, disordinata, dagli odori invadenti, con il suo porto e i suoi scaricatori di porto, con il suo vento tiepido e i carruggi, con i genovesi in infradito a novembre e le piazze in discesa, con le poesie di Melina Riccio sui muri, e le torte salate a ogni ora. “Che pru”.

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