Brindisi n.155/ Un Rosso Trentino Doc per “il mese di marzo”

“Cantando Marzo porta le sue piogge, la nebbia squarcia il velo, porta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo, il riso del disgelo… Riempi il bicchiere, e con l’inverno butta la penitenza vana…”: il miglior elogio al (mio) mese è made in Guccini. Non so con cosa avesse riempito il suo, ma io nel bicchiere ho versato un Rosso Trentino Doc dell’azienda Castel San Michele, di uve Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Arriva dalla zona vicino a Faedo, in provincia di Trento, è un vino armonioso e leggermente speziato, si beve facilmente, anche se non si ha un palato raffinato: il brindisi è in famiglia, con hamburger e purea per cena. Sono i giorni delle temperature ormai sopra lo zero, del vento e del sole, delle vetrine nuove e delle biciclette, dei compleanni e delle mimose, dei profumi e delle rinascite, dei libri da iniziare e delle sciarpe da archiviare, delle vacanze da programmare e delle piante da potare. Il mese della muta. Dice il proverbio: “Come marzo si avvicina, tutti gli umori si risentono”. I miei, di umori, sono sull’ottovolante, roba da mandare in tilt la centrale emotiva di Inside Out. Maledetta Primavera. E però, è questo il bello: rivedere la luce come nel Groundhog Day.

Partecipanti, 3: io e la Massone’s family.

Un brindisi al “mese di marzo” dunque, che resta il mio preferito. Quello 2017, poi…

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