Brindisi n.156/ Una Bonarda dell’Oltrepo Pavese alle “fiches”

il

Oltre un (inaspettato) mese di stop, il blog ricomincia. Parafrasando Gianpaolo Pansa e il suo epico incipit dal Vajont (“Scrivo da un paese che non esiste più”) io “scrivo da una casa che non esiste più…”, una mansarda dove ho vissuto gli ultimi tre anni, ad Alessandria, e che dal 1 marzo ho abbandonato per tornare a Torino. Ripesco un prosit vagamente datato ma ancora mai editato, con vista tetti e ponte Meier sullo sfondo:  è stato con una Bonarda dell’Oltrepo Pavese “La Cacciatora”, una doc da 12,5°, della casa vinicola Caldirola, di Missaglia, nel cuore della Brianza, 120 anni di storia (la trovate qui). Il rosso – leggero, garulo, di facile beva, leggermente dolce, poco importante ma fresco e vivaco – ha accompagnato formaggi, salumi e un felice poker re-inventato, senza vincitori né vinti, una partita giocata per divertimento senza soldi e con le fiches prive di valore. Un modo per proiettarsi verso una nuova avventura, una nuova casa, una nuova città, una nuova vita. Un salto nel buio di cui il poker, forse, è una calzante metafora: la fortuna conta, ma con le carte che si hanno in mano sta a te (a me) fare le scelte migliori. Full. Ovvero, con l’auspicio che il bicchiere sia sempre mezzo pieno (full, appunto).

Partecipanti, 2: io e la persona avversaria.

Un brindisi per le “fiches”, alla posta in gioco: si scrive “fiches” ma si pronuncia “fisc”, come il pesce, ché poi se si puntassero spigole e acciughe fritte io sarei anche più motivata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...