Brindisi n. 158/ Un Gavi e uno Spritz per “la serenità”

Alla perenne ricerca della “serenità”. Cos’è esattamente? Io e Daniele (amico e collega a La Stampa) non la definiamo mai in modo esplicito durante la nostra rimpatriata, tra sole e curve sulle colline dell’Ovadese, ma alla fine una certa idea di serenità si compone per sottrazione: “è un weekend vissuto senza l’ansia della reperibilità”, “è un aperitivo senza il tempo che soffia sul collo”, “è il poter programmare viaggi e spese senza l’opzione “cancellazione gratuita””, “è una mezza giornata rubata di mare senza l’orologio”, “è una risata senza fatica”, “è un telefono senza la suoneria” “è il mandare a quel paese chi se lo merita senza sensi di colpa”, “è una cena dall’antipasto al dolce senza dover scappare”. E in fondo è un pomeriggio come questo, di primavera e aria polare, a raccontarci amenità (e profondità) seduti nel dehor del bar Matteo, aperto dal 1946 in piazza Roma (in principio fu il carretto dei gelati di Matluccio) a Gavi. La colonna sonora sono i mezzi cori della squadra di calcio della Gaviese che qualche tavolo più in là festeggia chissà quale risultato stappando bottiglie di bollicine. Noi invece alziamo i calici riempiti di Spritz (Dani) e Cortese di Gavi (io). Assieme al Timorasso resta il mio bianco preferito: si dice che il primo vigneto risalga al 972  (qui un articolo de La Stampa ricorda la sua storia). A me piace per l’eleganza e la sapidità. Lo preferisco tranquillo e quasi ghiacciato, meglio con l’aperitivo che al pasto.

Partecipanti, 2: io e l’amico Daniele.

Un brindisi per “la serenità” (la scelta è di Daniele). Che possa un giorno diventare un diritto, come la “felicità” per gli americani. Dalla Dichiarazione di indipendenza: “Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità”.

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