Brindisi n.171/ Un Catarratto “per uno speciale rendez-vous pensando a(l) Gavi”

Il colmo di un aperitivo sabaudo, in piazza Vittorio a Torino, con il presidente del consorzio del Gavi (tra i vini tipici della regione) e la super addetta stampa? Chiedere un bianco e scoprire che in lista non ne esiste neanche uno del Piemonte. Sicché con Maurizio e Selvaggia ripieghiamo sulla Sicilia, e ordiniamo un Catarratto che tradirà le aspettative. “No. No, no, guardi, il colore non è quello giusto”, dice Selvaggia al gentile cameriere con la risposta pronta: “Forse perché è biologico”. Sarà… Lo degustiamo con tartine in stile bistrot francese (mignon, con tante salsine e sapori veg). Siamo alla Drogheria, un locale “arredato con vecchie credenze, e poltrone e divani deformati dall’uso. Sembra di stare in una casa. Il pavimento è originale. Il legno nero è un po’ sconnesso, segnato dal tempo”: così in un libro di Giuseppe Culicchia, datato 2005. Era il periodo in cui lo frequentavo anch’io. Ci sono tornata con gli amici del Gavi ora, 12 anni dopo. E’ uguale. Solo più social (qui il sito). Comunque il Catarratto – un vino della provincia di Trapani, generalmente piuttosto alcolico, molto fresco, e con una certa acidità – diventerà l’occasione per parlare ancora del “nostro” Cortese, quello del Gavishire. Tutti e tre concordiamo: il Gavi Docg ora dovrà invadere Torino. #sapevatelo. Al prossimo aperitivo voglio trovare un’etichetta, almeno una, in un bar di piazza Vittorio. O tornerò a ordinare “analcolico alla frutta” (bleee).

Partecipanti, 3: io, Maurizio (presidente del Consorzio del Gavi) e Selvaggia (la super addetta stampa).

Un brindisi a un rendez-vous che mi ha fatta felice. Bello (ri)vederli qui, a Torino, e scoprire che oltre al lavoro esistono rapporti di amicizia e stima che durano anche e nonostante i trasferimenti e la lontananza. E poi Maurizio mi ricorderà sempre le origini castellettesi e Selvaggia la telefonata che mi annunciava il cambio di lavoro: il caso ha voluto che in quel momento fossimo assieme per un press tour ligure dal quale nacque uno degli ultimi articoli dalla redazione alessandrina e, ovviamente, anche un brindisi (questo: brindisi 144, con un olio da 23 carati).

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