Brindisi n.174/ Un bianco per il “coast to coast sul tram da Mirafiori a Falchera”

Cinquanta fermate a bordo di un tram con velleità da metropolitana leggera: numero 4, da strada del Drosso a via delle Querce, da Mirafiori alla Falchera, dalla periferia delle fabbriche a quella dove le fabbriche non le hanno mai viste. Ci salgo al mattino di un giorno qualunque e il “coast to coast” diventa un viaggio nella vita, mia e degli altri. Attraverso quartieri dell’infanzia, dal finestrino sembra di (ri)vedere un vecchio film Super 8. Condivido il percorso con operai, pensionati, controllori e un matto che grida “Poi vado in piazza Bengasi, si?”. La “fine primo tempo” arriva a Porta Nuova. Salgono i “complici”, due colleghi: siamo in tre, erranti alla scoperta della città che nel frattempo cambia. Cambiano i profumi, entrano le spezie e le verdure di Porta Palazzo, nuovi volti, palazzi di ringhiera, immigrati al telefono, chador; è un’altra Torino. Le periferie sono sospettose, ma uno dei due colleghi sa neutralizzare le diffidenze. E così a mezzogiorno ci porta nell’Enoteca Il Grappolo in via Scarlatti 3, la piola di Titti e Sergio – cuore di Barriera di Milano – dove il tempo si è fermato agli anni in cui, qui, lo chansonnier Gipo Farassino giocava a carte (non lo trovate sul web: bisogna andarci di persona). Beviamo un “bianco della casa”, con frittata e panini al salame cotto, tra scaffali pieni di bottiglie, mini-botti in acciaio, maxi poster dell’Inter. E loquaci clienti-amici, come il pittore Gramaglia, detto Vincent (da Van Gogh): mezzo cieco, con la poca vista che gli rimane scruta l’anima, stordisce con profetici ammonimenti e poi  ci invita a casa sua per farci vedere il suo “ultimo quadro”. Ma questo è un altro film.

Partecipanti, 3: io, e i colleghi Franco (dall’Emilia) e Paolo (dai quartieri).

Un brindisi al “coast to coast tra Mirafiori e Falchera” (meglio se con colleghi simpatici): spendi meno di un City Sightseeing, puoi scendere 50 volte e scoprire ogni volta squarci di città sempre diversi, impari i nomi delle vie e ti appassioni delle esistenze degli altri.

“Mi gira la testa. I sedili del tram, intrecciati di paglia resistente e sottile, mi portano a regioni lontane, mi si moltiplicano in industrie, operai, case di operai, vite, realtà, tutto.
Scendo dal tram esausto e sonnambulo. Ho vissuto tutta la vita”. Fernando Pessoa 

TRAM
Il tram 4 al capolinea di Mirafiori

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