Brindisi n.175/ Una Coca Cola al limone per lo “junk food”

Si chiama “Istanbul Famoso” e non l’ha mai recensito nessuno (non dev’essere così famoso). Non lo farò neanche io, mi sono limitata a mangiare i suoi kebab (d’asporto) e due falafel. Non è nell’elenco dei 6 migliori kebab di Torino (li trovate qui) né in quello dei 5 kebab più amati dai torinesi (eccoli qui). Ma ci ha salvato un pranzo. Io scelgo un panino basico, solo carne (agnello e manzo), insalata e salsa tzatziki. Niente cipolle, né patatine. Un “pranzo al sacco” in casa, all’insegna del “junk food”, roba per padri e figlie. Solo noi. Ogni tanto. Sperimentando: questa volta proviamo una Coca Cola al limone. Sturerebbe un lavandino, quindi è perfetta con il kebab: lo annichilisce senza nemmeno bisogno del caffè. E’ un pranzo omaggio al cibo spazzatura, perché ogni tanto ci vuole. Al bando le regole troppo ferree, soprattutto quelle alimentari: no glutine, no carne, no formaggi, no alimenti cotti, no zuccheri. Oggi è’ tutto un “no”, un proibire, un vietare. Insopportabile. Io mangio e canto Paolo Conte: “Dammi un sandwich e un po’ d’indecenza…”  (ascoltatela qui).

Partecipanti, 2: io e “padre”.

Un brindisi per lo “junk food” e i pranzi con il papà dove tutto è ammesso: danno un senso di libertà, assenza di giudizio. E sazietà.

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