Brindisi n.181/ Erbaluce di Caluso per i “50 anni di Erbaluce e Carema”

La cena di gala è holliwoodiana: pizzi e tacchi 12, saloni stuccati e cristalli, “paparazzi”  e foto come sul red carpet. E’ il compleanno di due star, Erbaluce e Carema, 50 anni di doc. La festa, nel castello di Parella  – bistrot, ristorante, parco, cantina, enoteca, spa, bio-lago in arrivo e, naturalmente, vigneto di 8 mila metri quadrati dal quale nasce l’Erbaluce Colleluce (nome pensato dalla padrona di casa per sottolineare l’esposizione soleggiata del terreno) – si rivela una mini lezione en plen air di enologia ed enogastronomia, con il Canavese protagonista. Così scopro che i piatti tipici sono nati, come spesso accade, come piatti poveri, il salampatata ad esempio (un salame morbidissimo amalgamato con le patate) o la tofeja (che prende il nome dal recipiente in cui si cuoce, per ore, una zuppa di fagioli e maiale, zampe incluse). E poi ci sono le gesta epiche dei vignaioli del Carema, minuscola doc diventata famosa grazie alla passione di Olivetti che la fece conoscere agli americani. E’ un nebbiolo, che cresce su caratteristiche strutture a pergola (topie) e ha un invecchiamento minimo di 2 anni, di cui 12 mesi in botti grandi di rovere o castagno. Le vigne sono aggrappate ai terrazzamenti su costoni impervi: “Ci vogliono anche 40 minuti a piedi per raggiungerle” dice Roberto Ferrando, tra i migliori vignaioli di Carema. Ma alla cena non assaggiamo il suo (rimedieremo presto). Ce ne portano uno della Cantina dei produttori, come l’Erbaluce che sul tavolo arriva “anonimo”, in edizione limitata: ogni anno, cioè, viene scelta la migliore etichetta tra quelle dei soci per farne una serie “griffata” dalla cantina (ma il nome del vincitore resta segreto). Infine, il passito del 1967, per il brindisi con Caterina Andorno,  nuova presidente del Consorzio di tutela vini doc Caluso, Carema e Canavese, è la giusta apoteosi, un piccolo capolavoro, ambrato, intenso, elegante, “holliwoodiano”.

Partecipanti, tanti: circa 150 invitati (ma io siedo accanto a un collega canavesano doc)

Un brindisi per… “i 50 anni di Erbaluce e Carema” e per il nostro look, Canevasano appunto (un po’ ruspante vs lo spatuss imperante del gala) come l’aplomb, unica e irripetibile, del collega che mi ha fatto pure un mini corso di logopedia&linguistica: “Salampatata è un’unica parola, non puoi dire Salame di Patata, ad esempio”, poi “Tofeja si scrive con la o ma si legge con la u: tufeja” e infine “Canavese vuole la “s” sorda”, come quella di sbaglio, per intenderci, o isola” 

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