Brindisi n.94/ Bonarda e Barbera per “l’arte, Genova e Warhol”

Le mostre genovesi a Palazzo Ducale sono diventate un appuntamento fisso dei miei inverni, da Munch (senza l’Urlo, però) a Frida Kahlo, dagli Impressionisti  a quella di quest’anno: Andy Warhol e la sua pop art, con gli scatoloni Brillo, i ritratti di Marilyn, di Man Ray, Liza Minnelli, Mick Jagger, Miguel Bosè, i disegni del dollaro e di Mao, le polaroid. Se mi è piaciuta? “Ni”, promuovo i colori, l’impatto, l’estrosità, ma Andy non mi seduce, oltre cinquanta secondi davanti a una sua serigrafia non resisto. Salvo però la giornata genovese tout court, come sempre. Camminare nei vicoli (e perdermi), far tappa alla Feltrinelli più bella d’Italia con la sua caratteristica forma a spirale (e comprarci due libri), cercare un posto nel parking Piccapietra (e soprattutto riuscire a trovare il parking Piccapietra), ripararsi dal vento che sa di mare (e dire ogni volta: ci saranno 10 gradi in più rispetto ad Alessandria), e finire allo Storico Lounge Cafè, in piazza De Ferrari, chiedendo Barbera e Bonarda alla 11,30, e poi canticchiare De André pensando a… “Lui che offrì la faccia al vento, la gola al vino e mai un pensiero, non al denaro, non all’amore né al cielo…” 

Partecipanti, 2: io e persona anonima.

Un brindisi per “l’arte e Genova”, ma soprattutto per “l’arte a Genova”, con le sue mostre nel Palazzo Ducale dove ci entro un po’ dimentica del mondo: scollinare, sul Turchino, per me fa sempre rima con “lasciare”, dimenticare ansie, noie, problemi in Piemonte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...