Brindisi n.99/Cortese e Barbera d’Asti “per i 40 anni di Marcello e i giovani giornalisti”

Torniamo indietro nel tempo: 2007, appena arrivata a La Stampa, corrispondente da lande sperdute. Mi mandano a seguire le cronache sportive, cioè mandano me che sto al calcio come un vegano al tacchino ripieno. Lo “stadio” è un campo poco più grande di quelli degli oratori, la tribuna stampa è un gradino che in inverno ghiaccia, la categoria è l’Eccellenza e la squadra è il Castellazzo (biancoverdi), gli ultras stanno nella “Curva Sagre” e i giocatori sono classe 1993. Mi salva un collega della concorrenza: lui, Marcello. Silenzioso, corretto, educato, generoso, mi basta il primo tempo Castellazzo-Busca per capire che non è un nemico, ma sarà un amico. E così da quel momento comincerò ad evocarlo ogni domenica, tipo Anita Ekberg nella fontana di Trevi. Memorabili quei 90 minuti biancoverdi, sempre mezzi addormentati, tra i commenti ameni sui tagli di capelli di Crosetti e Rosset e le grida della curva (“Insistisci!”), tra gli appunti che io prendevo con un’insicura precisione tipo stenografa del Parlamento e lui in cirillico e in dimensione lillipuziana segnandosi giusto due parole, tra i minuti da appuntarsi con metodo svizzero (“Marcello, il fallo lo segniamo al 39′?” E lui: “No, 40′”) e il “gatto di marmo”, che credevo fosse un complimento e una volta l’ho messo in un pezzo rischiando la vita (ma Marcello rise un sacco). Comunque sia, su quei gradini è nata un’intesa (e una stima) che dura ancora oggi, con le partite ormai archiviate nel nostro curriculum, e che ci fa re-incontrare per brindare ai “40 anni di Marcello” e “a noi giovani giornalisti”, con un Marengo Cortese e una Barbera d’Asti Superiore 2013 Bricco Fiore della Cantine Post dal Vin di Rocchetta Tanaro, un rosso fermo (lo trovate qui), ideale con i formaggi e pure con il risotto al Gavi di Beppe Sardi (scopritelo sul sito del suo ristorante Il Grappolo), ma io lo accompagno anche al tronchetto di cioccolato della pasticceria Pasquali (eccola)

Partecipanti, tanti: c’è il ristorante Grappolo gremito per il compleanno di Marcello Feola. Ma qui siamo io e lui, e poco prima io, lui e Valentina (amica e collega a La Stampa).

Un brindisi per “i primi 40 anni di Marcello” (ditelo come Anita, please) e – questo l’ha aggiunto lui – “ai giovani giornalisti”. Tanti auguri sir Marcello, il più british dei colleghi (che coi biancoverdi, alla fine, abbiamo proprio fatto una fuga all’inglese, per dirla con Paolo Conte: “La fuga nella vita, chi lo sa, che non sia proprio lei la quinta essenza si, ma di noi si può fare senza… e chi vuoi che noti mai la nostra assenza…”)

compleanno-feola

 

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